Il dolore nella Tendinopatia da Cuffia

Il dolore lamentato dai pazienti affetti da lesioni di cuffia ha caratteristiche peculiari, che aiutano molto nel riconoscimento della patologia:


- vagamente localizzato a livello della spalla: è spesso indicato a mano aperta in prossimità del deltoide e può irradiarsi al braccio. L’irradiazione al collo è spesso segno di irritazione nervosa da coinvolgimento dell’acromion-clavicolare.
- è refrattario ai comuni antidolorifici. In caso di lesione nessuna terapia farmacologica ha realmente risultato, e comunque si preferiscono gli antidolorifici-non antinfiammatori per non ostacolare la flogosi che ha la sua valenza riparativa.
Ma dove trova spiegazione questa resistenza? Probabilmente ciò è legato alla natura multi-fattoriale della patologia. Noi ipotizziamo che le cause di questo dolore possano essere perlomeno 6:
a)la rottura del tendine,
b)come ipotizzato dal Prof. Garstmann, dalla cicatrice che ne deriva dal tentativo di riparazione,
c)dalla borsite,
d)dalla tendinopatia del capo lungo del bicipite, che sbandierando all’interno della sua doccia a causa dell’alterazione patologica della biomeccanica lavora male,
e)dal sovraccarico delle strutture posteriore(es. sottospinato, deltoide posteriore e trapezio superiore) che tentano di ovviare alla perdita funzionale del sovraspinato,
f)dall’irritazione della zona anteriore della spalla, che, come dimostrano importanti studi anatomo-patologici, è la più innervata e vascolarizzata. Ma perché proprio quella? La testa omerale, a causa della conformazione anatomica della glena e dell’omero ha una normale tendenza a “fuggire” anteriormente, irritando la regione anteriore. Non a caso tutte le strutture di stabilizzazione sono poste anteriormente.

- si aggrava la notte, causando al paziente notevole difficoltà a trovare una posizione funzionale al riposo. L’aumento del dolore potrebbe essere legato al clinostatismo, quindi all’aumento dell’afflusso sanguigno, esattamente come accade per i problemi dentali.
- il suo andamento è caratteristicamente a poussè e gradualmente peggiorativa.
- Si alternano periodi di dolore importante a intervalli liberi dal dolore, nei quali la spalla trova un suo meccanismo di compenso e la sintomatologia migliora. Infatti l’articolazione tenta di escludere la zona lesa spostando il carico verso i tendini rimasti integri attraverso diversi punti di appoggio.
Naturalmente è facile aspettarsi che tale equilibrio non possa perdurare all’infinito, che la lesione aumenti, e con essa ritorna il dolore, alimentando il circolo.


Dott. Gianezio Paribelli
Specialista in ortopedia e traumatologia
Presidente Società Italiana Artroscopia (S.I.A) 2013-15
Domus Nova (Ravenna)