Idrokinesiterapia e rottura di cuffia

Il trattamento in acqua, detto ”idrokinesiterapia”, nelle lesioni di spalla

in particolar modo nelle lesioni della cuffia dei rotatori, è uno degli approcci riabilitativi possibili. Questa sfrutta le proprietà fisiche dell’acqua, quali il galleggiamento, l’assenza di gravità, la resistenza offerta durante il movimento e la pressione idrostatica esercitata sul corpo, a scopo riabilitativo e terapeutico. Il trattamento di idrokinesi mira al recupero funzionale della spalla e alla riduzione della sintomatologia riferita, ovvero sicuramente il dolore, il deficit di forza e la riduzione dell’articolarità della spalla.

Ma perché riabilitare un paziente in ambiente acquatico?

Questo è uno dei principali quesiti rivolti dal paziente a cui viene proposto di associare il trattamento di idrokinesiterapia al trattamento tradizionale “a secco”.

Analizziamo vantaggi e svantaggi, indicazioni e controindicazioni.

Tra i vantaggi più importanti la possibilità di riabilitare precocemente l’articolazione interessata (ovviamente rispettando i tempi di immobilizzazione se si tratterà di una spalla trattata chirurgicamente) mantenendola totalmente in scarico, grazie alla proprietà fisica del galleggiamento, andando quindi a compiere tutte le sequenze adatte per ripristinare la fisiologica articolarità della spalla.

La sintomatologia algica è di solito diminuita, grazie ad una maggiore stimolazione sensoriale rispetto all’ambiente terreno, inoltre è più rapido il recupero della propriocezione, grazie alla stimolazione del sistema neuromotorio.

Le controindicazioni principali, legate per lo più alle condizioni generali del paziente, sono ad esempio patologie dermatologiche, sinusiti, bronchiti, guarigione incompleta della ferita chirurgica o presenza di piaghe da decubito.

Il trattamento di idrokinesiterapia consiste in una prima fase di lavoro passivo, per ripristinare l articolarità e “sbloccare” l’articolazione, quindi in una seconda fase di sequenze di esercizi specifici, mediante i quali si concede progressivamente il carico, si lavora sulla forza e sul tono dei muscoli interessanti.

L’idrokinesiterapia si avvale di ausili specifici al trattamento in acqua, quali ciambelle gonfiabili, tondoludi, tavolette e fasce in neoprene. La temperatura dell’acqua della vasca è 32\33°C.

Consigliamo di solito due/tre sedute settimanali idrokinesiterapiche, meglio se associate al classico trattamento fisioterapico “non acquatico”.

 

dott. Danila Salerno
Fisioterapista
Università degli Studi di Messina
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